Agricoltura
ASSESSORATO AGRICOLTURA/TURISMO/ATTIVITA’ PRODUTTIVE
Ultimamente in Paese si sta parlando molto di territorio, di tutela, di salvaguardia, di rispetto per l’ambiente e via dicendo. Argomenti assolutamente ineccepibili, di indiscussa validità ed importanza. Molto discutibile è il fatto, invece, che questa levata di scudi coinvolga sempre l’area del vicino di casa, oppure di proprietà di persone non gradite a questi immacolati guerrieri. Come a dire: quello che è tuo è mio, e quello che è mio è mio. Residuo di ideologie che, grazie a Dio, la storia sembra avere definitivamente sconfitto. Premesso questo, vorrei spendere anch’io due parole sul territorio, questa entità così difficile da definire. Plasmata, variata, distrutta, ricostruita e poi ancora distrutta e non sempre, badate bene, ad opera dell’uomo. Non sono pochi, infatti, gli eventi catastrofici naturali susseguiti alle varie ere geologiche che hanno letteralmente devastato ambienti di incontaminata bellezza. A questo punto, è intervenuto l’uomo, che con indomabile volontà, inenarrabili sforzi e spesso anche a costo della vita, ha riplasmato, modellato, reso vivibili e, perché no, abbellito territori che madre natura o aveva distrutto, o, fin dalla creazione, non aveva dotato di particolari bellezze. La nostra bellissima Valtenesi non fa eccezione. Pur godendo sicuramente di una posizione privilegiata rispetto ad altre realtà territoriali, anch’essa in origine non era tutta rose e fiori. Il nostro lago Lucone ne è un esempio: dove ora giace incantata una valle rigogliosa, molti secoli fa l’uomo lottava per la sopravvivenza in uno stagno spesso maleodorante, divorato dalle zanzare e distrutto dalle malattie che queste procuravano. Le bonifiche effettuate nel primo Rinascimento hanno portato alla trasformazione che oggi ammiriamo: un sito che, all’epoca, era addirittura l’unico che garantiva il raccolto anche in periodi di siccità. Ed è sempre grazie all’uomo, agli agricoltori soprattutto, che là dove dimoravano i rovi, gli acquitrini, sono stati effettuati lavori di drenaggio, di scavo, di assestamento, si è arato e dissodato, il tutto con dei costi altissimi. Vigneti ed oliveti che non ci sarebbero, se, all’epoca dei romani, gli ambientalisti avessero loro impedito di coltivare piante non autoctone a tutela dell’ambiente naturale e, a loro volta, le aziende agricole non avessero optato per queste colture. Queste mie considerazioni vogliono dimostrare che, a parte aree del pianeta che sono assolutamente intoccabili fin dalle origini, ne esistono molte altre che, proprio grazie agli esseri umani, hanno raggiunto il loro splendore. E’ ovvio che là dove si insedia, l’uomo ama circondarsi di strutture che rendono più piacevole la sua breve permanenza su questa terra e pur conservando e modificando in meglio il territorio, necessita delle tanto vituperate costruzioni. E qui sono d’accordo con le voci dei più che si alzano in coro esigendo costruzioni migliori e di qualità. Il Garda Golf ne è un esempio: si ricordano i più anziani le critiche feroci che nacquero quando si decise di dare il via ai lavori ? “Si distrugge il paesaggio, case di qui, case di là, bla bla bla … “. Là dove c’erano rovi e campi abbandonati ora sorge un parco di incantevole bellezza, arricchito di ulivi, cipressi, oleandri e tutte le specie botaniche caratteristiche del Lago di Garda. E le case manco si vedono. E i posti di lavoro: tanti … tanti come solo le strutture di una certa importanza possono garantire e sappiamo bene tutti di quanto ce ne sia bisogno in questo periodo ! A questo punto sono più che mai convinto di una cosa: stop ai residence bunker (quelli sì che hanno devastato il territorio senza creare benessere e posti di lavoro), ma favoriamo la creazione di strutture alberghiere di altissima qualità, che, all’inevitabile costo dell’edificazione, unirebbero il beneficio della creazione di parchi immensi di inestimabile valore, dove nessuno potrebbe mai più costruire. Grandissimo e di alto livello sarebbe anche l’afflusso turistico di cui potrebbe godere il paese, da sempre afflitto dalla totale assenza di strutture alberghiere e, di conseguenza snobbato a favore delle località a lago; ma soprattutto, come ho detto prima, meditate gente, meditate: posti di lavoro … tanti …
L’Assessore al Turismo, Agricoltura
e Attivita’ Produttive
Bottarelli Stefano